{"id":161,"date":"2018-06-22T11:53:08","date_gmt":"2018-06-22T09:53:08","guid":{"rendered":"http:\/\/slowmusic.eu\/gespraechskonzerte\/"},"modified":"2019-11-28T01:41:47","modified_gmt":"2019-11-28T00:41:47","slug":"gespraechskonzerte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/gespraechskonzerte\/","title":{"rendered":"Concerti-Conferenza"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; background_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.5)&#8221; custom_padding=&#8221;40px|0px|0|0px|false|false&#8221;][et_pb_row module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; width=&#8221;89%&#8221; width_tablet=&#8221;80%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;89%&#8221; max_width_tablet=&#8221;80%&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_padding=&#8221;0|0px|31px|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221; column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.27.4&#8243;]<\/p>\n<h1>Alcune note sulla mia esperienza delle Conversazioni Concerto<\/h1>\n<h3>di Filippo Faes<\/h3>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/slowmusic.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Logo_FF.png&#8221; align=&#8221;right&#8221; align_tablet=&#8221;center&#8221; align_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; _builder_version=&#8221;3.23&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; width=&#8221;89%&#8221; width_tablet=&#8221;80%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;89%&#8221; max_width_tablet=&#8221;80%&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_padding=&#8221;0|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.27.4&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; custom_margin=&#8221;0px|||&#8221; custom_padding=&#8221;0px|||&#8221;]<\/p>\n<h2>L\u2019evoluzione verificatasi negli anni della forma del recital concertistico \u00e8 dovuta a una \u201ccrisi di pubblico\u201d o a esigenze comunicative ed estetiche degli esecutori della nuova generazione?<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; width=&#8221;89%&#8221; width_tablet=&#8221;80%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;89%&#8221; max_width_tablet=&#8221;80%&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_padding=&#8221;16px|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221; column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.27.4&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221;]<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Una volta ho letto che, durante un temporale, ogni fulmine \u00e8 preceduto da un\u2018altra scarica, invisibile e di segno opposto, che traccia nell\u2018aria un sentiero, un canale ionizzato&#8230; \u00c8 solo attraverso quest\u2018ultimo che, un istante dopo, il fulmine vero e proprio potr\u00e0 scaricarsi.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Credo che la parola agisca in modo simile nei confronti della musica, e forse la cosa \u00e8 reciproca. La forza evocativa della voce, il potere che il raccontare possiede di indurre l\u2019ascoltatore alla ricettivit\u00e0 creano inumerevoli \u201csentieri\u201c tra la scena e il pubblico, lungo i quali corre  poi la comunicazione musicale vera e propria. Ed \u00e8 una sensazione tangibile di aria ionizzata quella che ho mentre suono se, prima di cominciare, ho avuto la possibilit\u00e0 di comunicare col pubblico, se insomma l\u2019evento \u00e8 in forma di conversazione concerto.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">\n<\/p><p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/slowmusic.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/shutterstock_673385521.jpg&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; align_tablet=&#8221;center&#8221; align_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; _builder_version=&#8221;3.23&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; width=&#8221;89%&#8221; width_tablet=&#8221;80%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;89%&#8221; max_width_tablet=&#8221;80%&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_padding=&#8221;1px|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.27.4&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221;]<\/p>\n<p class=\"align-justify\">La musica \u00e8 un linguaggio che, per quanto universale e profondo sia, obbedisce alle regole di qualunque altra comunicazione semantica. La prima di esse impone che i codici su cui il linguaggio \u00e8 basato debbano essere preventivamente depositati sia nel cervello di chi trasmette, sia in quello di chi ascolta. Ad esempio, perch\u00e9 questo scritto abbia un senso e perch\u00e9 esso possa essere recepito, \u00e8 fondamentale che scrittore e lettore abbiano assimilato entrambi, e allo stesso modo, il dizionario della lingua italiana, la sua grammatica, la sintassi e una moltitudine di riferimenti, assonanze e significati latenti, pi\u00f9 o meno consapevoli. Se tutto ci\u00f2 \u00e8 ben presente, l\u2019atto della lettura sar\u00e0 allora un continuo raffronto tra questi riferimenti e il flusso delle informazioni che lo scritto trasmette. E ovviamente la lettura sar\u00e0 tanto pi\u00f9 ricca e fruttuosa quanto pi\u00f9 la capacit\u00e0 di interagire criticamente, cio\u00e8 di muoversi tra questi riferimenti, manovrare in mezzo a loro, accostarli e raffrontare l\u2019uno con l\u2019altro sar\u00e0 sviluppata e allenata.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Lo stesso, ancor di pi\u00f9,  avviene durante un ascolto musicale. In un concerto, le capacit\u00e0 critiche dell\u2019ascoltatore svolgono un ruolo assai attivo, chiamando a raccolta un gran numero di facolt\u00e0 della mente. Come la memoria: quando per esempio, ascoltando un brano in forma di Sonata, arriviamo alla ripresa, potremo percepire nella sua pienezza il significato del secondo tema enunciato alla tonica soltanto se saremo in grado di porlo in un rapporto dialettico con la memoria che lo stesso tema (presentato alla dominante durante l\u2019esposizione, ci avr\u00e0, pi\u00f9 o meno inconsciamente, lasciato).<a href=\"#1\">*<\/a><\/p>\n<p class=\"align-justify\">Lo stesso avviene per il ritmo, la struttura formale l\u2019armonia&#8230; Se ascoltiamo una settima che risolve in maniera imprevista, differente da quella tradizionale, tanto pi\u00f9  avremo avuta prima chiara in testa la funzione tradizionale dell\u2019accordo, tanto pi\u00f9 sapremo percepire la carica innovativa della risoluzione eccezionale, e quindi l\u2019originalit\u00e0 del compositore  e il senso di ci\u00f2 che egli ha scritto. Diversamente, non noteremmo nulla.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Ecco, credo che il problema dell\u2019ascolto della musica classica (e soprattutto di quella contemporanea!) nel nostro tempo stia soprattutto qui, nella progressiva perdita da parte del pubblico di gran parte di quei codici e riferimenti su cui la nostra musica \u00e8 stata creata e ai quali, continuamente, essa si richiama.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Penso che la situazione culturale di oggi presenti degli aspetti inediti. Mai prima d\u2019ora la globalizzazione aveva costretto a semplificare a tal punto i linguaggi, per far arrivare un\u2019informazione al pubblico il pi\u00f9 vasto possibile.  Mai prima d\u2019ora, un messaggio ha potuto raggiungere tante persone, caricandosi quindi di un inedito potere economico e quindi politico, un potere che poi alimenta una ulteriore semplificazione del messaggio, essendo questa la caratteristica che lo ha reso cos\u00ec penetrante, persistente, e dunque efficace.<a href=\"#2\">**<\/a><\/p>\n<p class=\"align-justify\">Basta farci caso, e noteremo che il 99% della musica commerciale che sentiamo ovunque, dalle discoteche ai pub, dai taxi agli aeroporti, contiene un numero desolantemente povero di accordi diversi ed \u00e8, con poche eccezioni, in 4\/4, scritta in frasi regolari di 4 battute.<a href=\"#3\">***<\/a><\/p>\n<p class=\"align-justify\">Essere esposti pressoch\u00e9 continuamente a questo sottofondo (spesso parecchio invadente) sonoro non pu\u00f2 che condizionare la maniera con cui le persone ascoltano la musica, non pu\u00f2 che generare una crescente distrazione e in definitiva una scarsa curiosit\u00e0 di sapere \u201ccome andr\u00e0 a finire\u201c il brano. I concetti di narrazione, di progressivo sviluppo e di raffronto dei diversi momenti formali sono andati progressivamente scomparendo e la mancanza di un percorso dialettico toglie interesse e senso al seguirne la vicenda interna.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Pensiamo anche come la musica contemporanea (per lo meno gran parte di quella che \u00e8 seguita alle avanguardie storiche del \u2018900) si trovi necessariamente agli antipodi da questa tendenza globalizzata. A fronte di un progressivo impoverimento e semplificazione dei codici di cui il pubblico \u00e8 in possesso, molti compositori del \u2018900, sull\u2019onda di una ricerca di progresso che potesse non sfigurare a confronto di quello scientifico, si sono dedicati alla creazione di nuovi sistemi compositivi, ovvero di codici ancor pi\u00f9 complessi spesso usati solo per una fase, un periodo  della loro creativit\u00e0, e poi ulteriormente, radicalmente rinnovati. Tutto questo mentre il pubblico andava nella direzione opposta. Tra le tante conseguenze di questo gap irrisolto, possiamo ascoltare qua e l\u00e0 rinnovate semplificazioni, talvolta estreme (minimalismo, new age&#8230;) della musica colta e svariate esplorazioni in generi cross-over. La musica contemporanea propriamente detta, per\u00f2, \u00e8 da tempo ghettizzata in un ambiente di addetti ai lavori che rischia di perdere il contatto vitale col suo pubblico e con il proprio tempo.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Direi che in una tale discrasia tra capacit\u00e0 di ricezione del vasto pubblico e produzione contemporanea, mai verificatasi prima d\u2018ora, stia il punto centrale del nostro discorso, un punto da tener presente nei progetti per il futuro di chi opera in questo campo.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Occorrono idee per superarla. Io sono convinto che la formula della conversazione concerto, specialmente se multimediale e il pi\u00f9 possibile interdisciplinare, possa portare nuova vitalit\u00e0 a quello che rischia di trasformarsi in un rito un po\u2019stanco ed espropriato della sua forza vitale.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">In questi ultimi anni ho realizzato molti progetti di questo genere, in svariati teatri, per la RAI, per alcune fondazioni bancarie che perseguono progetti indirizzati ai giovani, e sto lavorando ad un progetto discografico per una casa tedesca, che pubblicher\u00e0 una serie di miei CD ognuno dei quali sar\u00e0 corredato di un booklet sonoro in cinque lingue.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Una realizzazione che ultimamente mi ha dato molte soddisfazioni, \u00e8 stata quella di una serie di otto incontri con studenti di licei di Vicenza, a cura di Banca Intesa, a Palazzo Leoni Montanari. In questo caso, ogni concerto partiva da un aspetto del tempo presente, e da l\u00ec si arrivava a un compositore o ad un\u2019opera musicale che avesse relazioni con questo aspetto (spesso perch\u00e9 il compositore si era trovato ad affrontare gli stessi problemi e a rispondere alle stesse domande che viviamo noi oggi).<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Ho voluto partire da una frase di Roberto Saviano che, citando il leggendario eroe Beowulf, ha scritto: \u201dil nemico pi\u00f9 scaltro non \u00e8 colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere pi\u00f9 nulla\u201d poich\u00e9 mi pare una frase fulminante per la sua verit\u00e0 e per la sua pertinenza con ci\u00f2 che stiamo vivendo oggi (non mi riferisco solo alla camorra, di cui parla Saviano, ma anche al deserto culturale e al progressivo abbandono dello spirito critico che stiamo vivendo (di cui la riduzione al minimo della gamma linguistica della musica di consumo \u00e8 un notevole fattore&#8230;). <\/p>\n<p class=\"align-justify\">Ogni incontro con gli studenti \u00e8 stato cos\u00ec dedicato a qualche cosa che ci stanno rubando oggi, e a come la musica ci aiuta ad accorgercene e a riappropriarcene o per lo meno a capire che si pu\u00f2 combattere per essa.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Ho dedicato il primo incontro alla Fiducia nel poterci creare una societ\u00e0  futura che corrisponda ai nostri desideri, e il concerto \u00e8 stato dedicato a Beethoven, cio\u00e8 a un rivoluzionario dal punto di vista sociale, ancor prima che artistico, un uomo che fu artefice del proprio destino.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Il secondo l\u2019ho dedicato alla Libert\u00e0, parlando di Schubert (quanto, gli anni della restaurazione a Vienna ricordano, sotto certi aspetti, il nostro tempo?).<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Il terzo al Diritto di non omologarci, e ancora una volta si \u00e8 parlato di Schubert, di cui \u00e8 stato eseguito il ciclo di Winterreise. Il quarto al Sogno e al mistero (Schumann), il quinto al Desiderio (facendo ascoltare Dichterliebe, sempre di Schumann), il sesto alla Biodiversit\u00e0 (ascoltando musica scritta nella Parigi della Belle \u00e9poque) e cos\u00ec via.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Un approccio del genere, sostenuto anche da un ampio ricorso alla multimedialit\u00e0 (proiezione di filmati, scoperta insieme di opere pittoriche, coinvolgimento dei ragazzi in discussioni politiche e pi\u00f9 in generale sulla loro percezione della societ\u00e0 in cui vivono) ha un impatto molto forte, e generalmente sono gli stessi studenti che si rivolgono a me in seguito, tramite i loro docenti o anche direttamente, chiedendomi spunti per approfondire.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Sicuramente ci\u00f2 non baster\u00e0 a ricostruire in loro tutto quel sistema di codici e di conoscenze che hanno perduto o che nessuno gli ha mai fatto scoprire: sento tuttavia che esperienze di questo genere risvegliano nei ragazzi una curiosit\u00e0, un sentore di essere sulla soglia della scoperta di qualcosa di molto vasto, affascinante e di altissima qualit\u00e0. Il discorso della qualit\u00e0 \u00e8 estremamente importante anche dal punto di vista politico: l\u2019abitudine a pretenderla negli spettacoli, nell\u2019intrattenimento, nella cultura \u00e8 la prima garanzia di futuri cittadini vigili e partecipi, e dunque di una societ\u00e0 in buona salute democratica. Accorgersi che vale la pena di meravigliarsi davanti alla bellezza, di inoltrarsi vieppi\u00f9 nella sua scoperta che non avr\u00e0 mai fine significa essere consci che le facolt\u00e0 di scelta, di scambio di conoscenza dell\u2019uomo sono illimitate. Coltivarle, sviluppando il gusto per la cultura, fa vivere pi\u00f9 intensamente e in maniera pi\u00f9 partecipe. Per esperienza so che questo \u00e8 un eccellente modo di crearci un pubblico per il futuro.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Ritengo che sempre, in ogni epoca storica, l\u2019Arte abbia svolto un\u2019importante funzione politica, pi\u00f9 o meno riconosciuta, a seconda della sensibilit\u00e0 del suo tempo. Essere musicisti oggi significa secondo me prima di tutto rendersi conto di quale pu\u00f2 essere questa funzione oggi, di come l\u2019interazione tra musica e societ\u00e0 possa vivere e infondere vitalit\u00e0 e rinnovamento ad entrambe.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.27.4&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; header_font=&#8221;||||||||&#8221; header_3_font=&#8221;||||||||&#8221;]<\/p>\n<h3>Note<\/h3>\n<p id=\"1\">* Ho l\u2019impressione che il ruolo fondamentale della memoria in ogni fase di apprendimento e di comprensione dell\u2019uomo sia ultimamente alquanto sottovalutato. Pensiamo soltanto alle consegenze che subisce un bambino lasciato per ore davanti alla televisione, un mezzo in cui la successione sempre pi\u00f9 rapida di immagini induce l\u2019attenzione a non trattenere nulla di quanto ha appena visto, per essere pronta all\u2019immagine successiva, che arriva sempre troppo presto. Niente, in presenza di un simile imprinting, stimoler\u00e0 il bambino ad allenare la sua capacit\u00e0 di memorizzazione e raffronto nella vita reale.<\/p>\n<p id=\"2\">** \u00c8 logico che una Major dello spettacolo, se vuole promuovere un artista dalla Norvegia alle Filippine, debba sceglierne uno che usi un linguaggio che sia il minimo comune multiplo tra i riferimenti culturali dei due Paesi. \u00c8 altrettanto logico che, per allargare il pi\u00f9 possibile il bersaglio, ci sar\u00e0 tutto l\u2019interesse a far s\u00ec che il multiplo sia veramente minimo. Si arriva cos\u00ec alla conseguenza che il pubblico che accetta di accontentarsi del minimo diventa quello che detta i canoni estetici  (essendo numeroso e quindi generatore di grandi profitti) e cos\u00ec  il processo si alimenta ulteriormente. Qualcosa del genere, nel mondo, succede anche in politica.<\/p>\n<p class=\"align-justify\">Di fronte ad una situazione mondiale sempre pi\u00f9 complessa, perch\u00e9 le interazioni in gioco sono sempre pi\u00f9 numerose e interdipendenti (oggi una crisi dei mutui negli USA ha forti ripercussioni sulla borsa di Shanghai e viceversa \u2013 cosa che sarebbe stata inconcepibile cento anni fa) di fronte a questa crescente, inedita complessit\u00e0, assistiamo al paradosso di un discorso politico che va sempre di pi\u00f9 semplificandosi. Recentemente, un mio amico professore di storia a Washington mi raccontava che, ai tempi di Abraham Lincoln, un confronto elettorale tra due candidati poteva durare una giornata, e chi si era dato convegno nel teatro che lo ospitava, interrompeva l\u2019ascolto solo il tempo necessario a rifocillarsi per non perdere la concentrazione. Ogni argomento del contendere veniva valutato e soppesato dai pi\u00f9 diversi punti di vista, riconoscendo spesso anche le contraddizioni e i necessari limiti della propria posizione. Oggi invece si vince con slogans confezionati da esperti e da sondaggisti, badando bene di non superare quella manciata di minuti al di l\u00e0 del quale il pubblico perde la concentrazione.<\/p>\n<p id=\"3\">*** Viaggiando per le campagne dell\u2019Europa orientale, si nota subito come anche nelle cittadine pi\u00f9 sperdute la maggioranza delle case sia ormai dotata di una parabola satellitare. Che ne sar\u00e0 delle sottilissime asimmetrie ritmiche, delle scale e della sensibili\u00e0 ai quarti di tono patrimonio di quelle culture, se le nuove generazioni si sintonizzano su M-TV?<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00a9 Filippo Faes 2008<\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune note sulla mia esperienza delle Conversazioni Concerto di Filippo FaesL\u2019evoluzione verificatasi negli anni della forma del recital concertistico \u00e8 dovuta a una \u201ccrisi di pubblico\u201d o a esigenze comunicative ed estetiche degli esecutori della nuova generazione?Una volta ho letto che, durante un temporale, ogni fulmine \u00e8 preceduto da un\u2018altra scarica, invisibile e di segno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"class_list":["post-161","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=161"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/161\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":723,"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/161\/revisions\/723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/slowmusic.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}